I pompieri lanciano l’allarme: «In 24 ore ben 12 incendi di camini»
IL FATTO. Per la mancata pulizia e la qualità non idonea dei materiali
IL consiglio è di eseguire la pulizia delle canne fumarie almeno due volte l’anno sopra i 700 metri
«Se in passato la causa principale degli incendi era la cattiva pulizia – osservano gli esperti -, e il conseguente accumulo di fuliggine che dava origine a incendi a temperature più elevate del normale che le canne fumarie non tolleravano, oggi assistiamo che tra le cause c’è la scarsa qualità dei materiali e le installazioni errate».
Tra gli interventi che i vigili del fuoco hanno eseguito in provincia tra sabato e ieri, il più impegnativo è stato quello a S. Zeno di Cassola in via Croceron dove oltre al camino è stato interessato anche il tetto ventilato e sono intervenuti pompieri di Bassano e Vicenza. Altri interventi ieri a Velo d’Astico in via Bronzi e a Santorso in via Roma da parte dei pompieri di Schio, quindi da parte dei colleghi di Arzignano a Cornedo in via Marconi, a Camisano in via Mancamento e in città in via Martiri di Belfiore intorno alle 20. Da segnalare gli interventi di sabato a Schio in via Bologna 53 e a Marano in via Summano, oltre che a Marostica in via S. Gaetano 27 e per due volte a Chiampo in via S. Francesco 56 e Monte Cengio. Infine ad Asiago sabato sera alle 23.19.
Uno dei problemi, oltre alla pulizia, sono i tetti ventilati di ultima generazione, validissimi sotto altri aspetti, ma che da questo punto di vista non aiutano, favorendo il propagarsi del fuoco. Come detto, le fiamme sono perlopiù causate dal surriscaldamento e sono dovute alla scarsa pulizia, alla costruzione non a regola d’arte e alla combustione di rifiuti non idonei. Il calore può far crepare le pareti della canna fumaria e i muri confinanti.
La pulizia è obbligatoria e caldamente consigliata, sopra i 700 metri, almeno due volte (meglio tre) l’anno.