Manutenzione Camini

marzo 23, 2010

I pompieri lanciano l’allarme: «In 24 ore ben 12 incendi di camini»

IL FATTO. Per la mancata pulizia e la qualità non idonea dei materiali
IL consiglio è di eseguire la pulizia delle canne fumarie almeno due volte l’anno sopra i 700 metri

  Dodici interventi da parte dei pompieri di Vicenza e dei vari distaccamenti nell’arco di poco meno di 24 ore per incendi scoppiati in abitazioni per il surriscaldamento delle canne fumarie fanno scattare il campanello d’allarme. Il vento, la scarsa pulizia e la moda di camini e stufe a pellet o a legna, favoriscono un fenomeno che mettono qualche volta a rischio le case.
«Se in passato la causa principale degli incendi era la cattiva pulizia – osservano gli esperti -, e il conseguente accumulo di fuliggine che dava origine a incendi a temperature più elevate del normale che le canne fumarie non tolleravano, oggi assistiamo che tra le cause c’è la scarsa qualità dei materiali e le installazioni errate».
Tra gli interventi che i vigili del fuoco hanno eseguito in provincia tra sabato e ieri, il più impegnativo è stato quello a S. Zeno di Cassola in via Croceron dove oltre al camino è stato interessato anche il tetto ventilato e sono intervenuti pompieri di Bassano e Vicenza. Altri interventi ieri a Velo d’Astico in via Bronzi e a Santorso in via Roma da parte dei pompieri di Schio, quindi da parte dei colleghi di Arzignano a Cornedo in via Marconi, a Camisano in via Mancamento e in città in via Martiri di Belfiore intorno alle 20. Da segnalare gli interventi di sabato a Schio in via Bologna 53 e a Marano in via Summano, oltre che a Marostica in via S. Gaetano 27 e per due volte a Chiampo in via S. Francesco 56 e Monte Cengio. Infine ad Asiago sabato sera alle 23.19.
Uno dei problemi, oltre alla pulizia, sono i tetti ventilati di ultima generazione, validissimi sotto altri aspetti, ma che da questo punto di vista non aiutano, favorendo il propagarsi del fuoco. Come detto, le fiamme sono perlopiù causate dal surriscaldamento e sono dovute alla scarsa pulizia, alla costruzione non a regola d’arte e alla combustione di rifiuti non idonei. Il calore può far crepare le pareti della canna fumaria e i muri confinanti.
La pulizia è obbligatoria e caldamente consigliata, sopra i 700 metri, almeno due volte (meglio tre) l’anno.

marzo 23, 2010

Fotovoltaico, Conto energia 2011: se ne riparlerà dopo le elezioni?

 

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L’Italia ha sempre creduto nel fotovoltaico, complice evidentemente il sistema di incentivazione. Il punto è che non basta e che siamo costretti a importare energia dall’estero, il che ci costa tanto e non ci aiuta nello sviluppo. Tra l’altro entro il 2020 il 17% dell’energia totale dovrà provenire da fonti rinnovabili e non sembra ci siano grandi prospettive, nonostante le rassicurazioni del Ministro Scajola.

Il Conto energia 2011 è bloccato il che vuol dire che non ci sono incentivi e che il settore è fermo (qui trovate la bozza con le osservazioni di intellienergia). Fino a quando? Probabilmente fin dopo le elezioni, il tempo di capire chi ha vinto e chi ha perso e di far ripartire la macchina politica tarandola su eventuali rimpasti. Il punto è che l’energia è sì un affare politico ma è sopratutto una filiera produttiva.

Spiega Pmi.it:

Come noto, poi, vista la bozza si preannuncia un Conto Energia più povero dei precedenti, a fronte dei previsti tagli agli incentivi – che si chiedeva non fossero superiori al 4% – e che saranno modulati in base a determinati scaglioni di potenza e temporali. Le ricadute negative per gli imprenditori che intendevano investire nel settore si sommano a quelle per migliaia di posti di lavoro, tra addetti già impiegati e nuove risorse che rischiano di non essere mai assunte. Le Associazioni del Fotovoltaico come Aper, Assosolare e Gifi-Anie stanno cercando di far sentire la propria voce, anche per combattere contro le difficoltà burocratiche per l’ottenimento delle autorizzazioni e dell’immissione in rete dell’energia prodotta, che stanno stroncando sul nascere un settore dal grande potenziale come la Green Industry italiana.

Fotovoltaico Gratis….cìè chi lo fà!!

marzo 23, 2010

Pannelli fotovoltaici gratuiti, a Padova è possibile: paga tutto il Comune

Qual è la soluzione alla sempre più minacciosa crisi energetica che il pianeta sembra irrimediabilmente destinato ad affrontare da qui ai prossimi anni? C’è chi ritiene si possano superare tutti i problemi costruendo delle centrali nucleari e chi invece, mettendo sul piatto della bilancia anche i pericoli che queste rappresentano, punta tutto sulle fonti energetiche rinnovabili. L’eolico e il fotovoltaico, sebbene apprezzati dai più, risultano tuttavia poco appetibili dal punto di vista dei costi. Spesso, la spesa richiesta per l’installazione di uno di questi impianti, tende a scoraggiare i cittadini che alla fine si arrendono e continuano a consumare elettricità prodotta con i combustibili fossili.
Alcune problematiche potrebbero esser però superate, come sta dimostrando da tempo il comune di Padova, impegnato a supportare i propri cittadini, quelli interessati ad installare dei pannelli fotovoltaici, facendosi carico di tutte le spese. I residenti non devono far altro che contattare un numero verde messo a disposizione dall’amministrazione e chiedere attraverso questo l’installazione dei pannelli.
L’amministrazione di Palazzo Moroni, guidata dal sindaco Flavio Zanonato, è riuscita così a ottenere due importanti risultati: da un lato aiuta i propri cittadini a sviluppare una coscienza ecologica e dall’altra alimenta il mercato del lavoro, stipulando convenzioni con banche, aziende produttrici ed installatrici di tecnologia fotovoltaica. E non a caso il Veneto si conferma prima regione italiana per numero di occupati nel settore: nel Padovano è presente quasi il 60 percento dei produttori di sistemi fotovoltaici.
Si tratta ovviamente di un progetto pilota che, se otterrà i risultati previsti, potrebbe essere esteso su scala nazionale stimolando da un lato la ricerca in un comparto strategico e dall’altro lato la diffusione tra gli utenti finali di una corretta informazione sui vantaggi e i requisiti delle nuove “green technology”.
Una città dall’anima verde – Intanto l’amministrazione Zanonato sta progressivamente trasformando la città in una vera e propria centrale elettrica, installando pannelli fotovoltaici sulla copertura del capolinea del tram, su quella dell’ex discarica di Roncajette a Ponte San Nicolò, sul deposito degli autobus di via Rismondo, sui tetti dell’Interporto e del Mercato agroalimentare di corso Stati Uniti. Non va poi dimenticato il maxi progetto finanziato da Acegas-Aps che prevede l’installazione di altri pannelli sulla sommità di venti scuole cittadine e sulle coperture dello stadio Euganeo.
22 marzo 2010

Hello world!

marzo 23, 2010

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